NOTTE INTERNAZIONALE DEI MUSEI

23 MAGGIO 2026

TREVISO

NOTTE INTERNAZIONALE DEI MUSEI

Sabato 23 Maggio 2026

NOTTE INTERNAZIONALE DEI MUSEI 2026

L’Associazione Amici dei Musei, in collaborazione con Antiqua Vox,  Propone:

ARTE E MUSICA A SANT’AGOSTINO

La serata si articola in due momenti distinti, uniti da un filo comune: la valorizzazione del patrimonio artistico e musicale che questa chiesa custodisce.

La prima parte è dedicata alle opere d’arte presenti nello spazio sacro, illustrate con la cura e la competenza dal prof. Eugenio Manzato.

La seconda parte è dedicata allo storico organo Serassi del 1858 — strumento di rara integrità e di grande valore storico e musicale — di cui viene proposta una presentazione dettagliata delle sue caratteristiche costruttive, timbriche e stilistiche, a cura di Claudio De Nardo.

Seguirà un momento musicale in cui l’organista Giovanni Feltrin, proporrà brevi brani appositamente concepiti per valorizzare il carattere e lo stile di questo organo, attingendo al repertorio più congeniale alla sua voce.

INIZIO ORE 20.30

Ingresso libero

Luogo

ore

ore 11.00 RITROVO Piazza di San Marco, 3 – 50121 Firenze (FI)

ore 11.15 inizio visita guidata alla mostra “Beato Angelico” sede Museo   San Marco 

ore 13.00/14.00 pranzo libero

ore 14.15 ritrovo piazza Strozzi – entrata Palazzo Strozzi

ore 14.30 inizio visita guidata alla mostra “Beato Angelico” .

sede Palazzo Strozzi

Firenze – Palazzo strozzi

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    29 MAGGIO 2026

    TREVISO

    ASSEMBLEA SOCIALE E CENA

    Venerdì 29 MAGGIO 2026

    ore 16.30 – 1°convocazione

    ore 17.30 – 2° convocazione

    presso Circolo unificato dell’Esercito di Treviso – Via Risorgimento Italia Libera, n.5, TV

    ASSEMBLEA ANNUALE O.DI G. – Comunicazioni della presidente e presentazione e votazione del bilancio annuale

    CENA SOCIALE – ORE 19.30

    Presso RISTORANTE DEL CIRCOLO

    Costo della cena 35,00 euro cad., da versare preferibilmente con bonifico bancario ed eccezionalmente in segreteria

    Per le prenotazioni alla cena entro il 20 maggio 2026, tramite: segreteria, cell. 388 8008622, info@amicideimuseitreviso.it.

    si raccomanda il rispetto della scadenza per una buona riuscita dell’evento.

    Firenze – Palazzo strozzi

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      05 – 10 MAGGIO 2026

      TUNISIA

      TUNISIA ARCHEOLOGICA

      Viaggio di scoperta della TUNISIA ARCHEOLOGICA, Dal 5 al 10 Maggio 2026.

      Viaggio organizzato con la collaborazione dell’agenzia Hirondelle –Treviso.

      I luoghi di visita:

      1° g. – VENEZIA / TUNISI

      2° g. – TUNISI / ZAGHOUAN / THUBURBO MAJUS

      3° g. – BULLA REGIA / DOUGGA / KAIROUAN

      4° g. – SBEITLA / KAIROUAN

      5° g. – EL-JEM / SOUSSE

      6° g. – SOUSSE / CARTAGINE / VENEZIA

      Luogo

      ore

      ore 11.00 RITROVO Piazza di San Marco, 3 – 50121 Firenze (FI)

      ore 11.15 inizio visita guidata alla mostra “Beato Angelico” sede Museo   San Marco 

      ore 13.00/14.00 pranzo libero

      ore 14.15 ritrovo piazza Strozzi – entrata Palazzo Strozzi

      ore 14.30 inizio visita guidata alla mostra “Beato Angelico” .

      sede Palazzo Strozzi

      Firenze – Palazzo strozzi

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        09 giugno 2026

        TREVISO

        LE CHIESE di CAMPOCROCE – SAMBUGHE’ – ZERO BRANCO

        CAMPOCROCE

        La parrocchiale, dedicata a San Teonisto e Compagni Martiri, si trova discostata dall’abitato, sorgendo ad est di quest’ultimo. Ha origini antichissime, essendo una delle prime cappelle dipendenti dal monastero di Mogliano (è citata già nel 1077).

        La chiesa è stata profondamente restaurata tra l’Otto e il Novecento. Dell’edificio originale rimangono un fregio gotico lungo le pareti laterali, tracce di una finestra e i resti di un grande affresco sulla parete esterna meridionale, che raffigura san Cristoforo, protettore dei viandanti. L’affresco del soffitto (il Martirio di san Teonisto) fu realizzato nel XIX secolo da Gian Battista Carrer.

        Dello stesso autore sono i tre dipinti del presbiterio: l’Adorazione dei pastori sulla parete destra, la Resurrezione a sinistra e la Fede sul soffitto. La pala dell’altare maggiore (la Vergine in gloria ed i santi Teonisto, Tabra e Tabrata), in passato attribuita a Palma il Giovane, è oggi ritenuta opera di Bartolomeo Orioli. L’altare subito a destra del presbiterio è dedicato a San Liberale e conserva una pala (Redentor Mundi) attribuita a Giacomo Lauro.

        Altre due dipinti si trovano sugli altari laterali: una Vergine del Rosario tra san Domenico e santa Caterina, forse di Pietro Vecchia, e una Presentazione di Gesù al tempio, di autore ignoto. La facciata, progettata da Alvise Motta, è del 1903 e anche il campanile è recente, avendo sostituito l’originale nel 1848.

        SAMBUGHE’

        La Chiesa intitolata a San Martino Vescovo ha assunto la configurazione attuale con la ricostruzione del XVII secolo, conclusa nel 1642.

        L’edificio a tre navate presenta un orientamento est-ovest, con l’abside rivolta ad est. All’interno sono collocati cinque altari: l’altare maggiore, l’altare della Madonna posto nella navata di destra, l’altare del Crocefisso posto nella navata di sinistra, e gli altari di S. Antonio e S.Vincenzo posti nelle due nicchie laterali. La cantoria, raggiungibile tramite una scala a chiocciola, è sostenuta da quattro colonne ioniche in corrispondenza dell’ingresso principale.

        La facciata, intonacata e dipinta di bianco, è rivolta a ponente ed è tripartita verticalmente per mezzo di due lesene collocate tra la navata centrale e le due navate laterali più basse. Sulla sommità della porzione centrale è posto un timpano triangolare, sormontato da una croce. L’edificio presenta strutture in elevazione in muratura di mattoni in laterizio e la struttura di copertura in legno.

        ZERO BRANCO

        La chiesa di Zero sorge all’incrocio di un cardo e di un decumano dell’antica centuriazione romana, laddove dovette svilupparsi il primo e più antico nucleo abitativo del paese. Si presenta come edificio basilicale a tre navate, con coro, transetto e cappelle laterali In una bolla del 1152 in cui papa Eugenio III confermava al vescovo di Treviso Bonifacio i possedimenti della sua diocesi, la chiesa di Zero Branco veniva nominata quale chiesa madre di una pieve da cui dipendevano le chiese filiali di Sant’Alberto, Rio San Martino e Sanbughé.

        All’inizio del ‘600 la chiesa, già articolata in tre navate, subì nuovi lavori di ristrutturazione: la nave centrale fu rialzata e vennero aperte cappelle laterali. Il 17 agosto 1642 fu riconsacrata in onore della Beata Vergine Maria dal vescovo di Treviso Marco Morosin.

        Nel 1696 venne iniziata la costruzione del campanile, mentre la chiesa non ebbe nuovi interventi sino alla prima metà del XIX secolo, quando nel 1847 venne riedificata la facciata ad imitazione di quella palladiana di S.Francesco della Vigna a Venezia e nel 1857 venne rifatto il pavimento. L’altare maggiore fu realizzato nel 1695 ad opera dei Fratelli Bettanelli di Venezia; nel 1759 fu la volta del pregiato organo, costruito dal veneziano Giovanni Placa; nel 1779 l’asolano Giovanni Bitante impreziosì con stucchi il soffitto della chiesa e le cappelle degli altari di S.Antonio, S.Gaetano e dellaS.S.Trinità.

        Le più importanti opere pittoriche conservate all’interno dell’edificio sono: la pala raffigurante la “Madonna del Parto”, posta sull’omonimo altare laterale della navata sinistra, opera autografa di Jacopo Palma il Giovane che la dipinse quale replica del dipinto oggi nella chiesa dei Santi Geremia e Lucia di Venezia, e la “Sacra Conversazione”, al centro dell’altar maggiore, avente per soggetto la Madonna col Bambino e i Santi Pietro, Marco, Giovanni Evangelista e un Angelo Musico: la pala era un tempo attribuita al settecentesco Gregorio Lazzarini, ora viene invece assegnata a Vittore Belliniano. Altro dipinto degno di menzione è quello raffigurante Gesù Bambino con i Santi Antonio e Valentino, opera dell’artista veneziano Giovanni Carlo Bevilacqua (1775- 1849).

        Luogo

        ore

        ore 11.00 RITROVO Piazza di San Marco, 3 – 50121 Firenze (FI)

        ore 11.15 inizio visita guidata alla mostra “Beato Angelico” sede Museo   San Marco 

        ore 13.00/14.00 pranzo libero

        ore 14.15 ritrovo piazza Strozzi – entrata Palazzo Strozzi

        ore 14.30 inizio visita guidata alla mostra “Beato Angelico” .

        sede Palazzo Strozzi

        Firenze – Palazzo strozzi

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          29 APRILE 2026

          TREVISO

          NINO SPRINGOLO e “I DUE COMPAGNI”

          L’esposizione ospitata al Museo Bailo di Treviso e curata da Fabrizio Malachin, Eleonora Drago e Manlio Leo Mezzacasa è dedicata a una delle figure più appartate ma centrali dell’arte veneta del primo Novecento, viene proposta in occasione del Cinquantenario della morte e del 140° anniversario della nascita dell’artista, con l’obiettivo di restituire al pubblico e alla critica la complessità e la profondità della sua ricerca pittorica e la sua indipendenza e singolarità non solo rispetto alle avanguardie storiche, ma anche nel contesto trevigiano, attraversato in quegli anni da una generazione vivacissima di artisti tra Treviso e Venezia, soprattutto quella di Ca’ Pesaro.

          Attraverso un percorso di circa cento opere, provenienti da collezioni pubbliche e private, la mostra presenta Springolo come autore indipendente, fedele al principio di una rigorosa “onestà artistica”, lontano dalle mode e dalle adesioni programmatiche, ma pienamente partecipe dei fermenti culturali europei.

          Nino Springolo è un artista che non si lascia facilmente ricondurre a un movimento preciso, ma autore di una pittura fondata sullo studio e su una ricerca interiore costante che non mira allo spettacolo, ma a un rapporto intimo e meditato con l’osservatore.

          Il progetto unisce taglio storico-filologico e lettura critica tematica, articolandosi in quattro sezioni: Paesaggi, Ritratti, Nature morte, e una sala conclusiva intitolata “I due compagni”, ispirata al romanzo di Giovanni Comisso e dedicata ai rapporti con Gino Rossi e Arturo Martini.

          Luogo

          ore

          ore 11.00 RITROVO Piazza di San Marco, 3 – 50121 Firenze (FI)

          ore 11.15 inizio visita guidata alla mostra “Beato Angelico” sede Museo   San Marco 

          ore 13.00/14.00 pranzo libero

          ore 14.15 ritrovo piazza Strozzi – entrata Palazzo Strozzi

          ore 14.30 inizio visita guidata alla mostra “Beato Angelico” .

          sede Palazzo Strozzi

          Firenze – Palazzo strozzi

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            15 APRILE 2026

            MILANO

            ANSELM KIEFER, LE ALCHIMISTE – I MACCHIAIOLI

            ANSELM KIEFER

            Le Alchimiste, la nuova imponente mostra di Anselm Kiefer, tra i più influenti artisti contemporanei, curata dalla storica dell’arte Gabriella Belli ed allestita nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale di Milano.

            Le Alchimiste nasce da un progetto avviato nel 2023 e presenta oltre quaranta grandi teleri, concepiti appositamente per dialogare con la drammatica bellezza di questo luogo segnato dal bombardamento del 1943.

            Centrale il legame con Milano, città in cui visse la sua giovinezza Caterina Sforza, scienziata e condottiera, autrice di un raro manoscritto con oltre 400 ricette tra medicamenti e formule alchemiche.

            Accanto a lei, Kiefer convoca una costellazione di figure femminili, note e dimenticate: da Isabella Cortese e Maria la Giudea a Marie Meudrac, Rebecca Vaughan e Mary Anne Atwood.

            Attraverso la sua pittura materica e simbolica, l’artista restituisce volti e corpi cancellati dalla storia, riconoscendo alle alchimiste un ruolo cruciale nella nascita del pensiero scientifico moderno.

            Fin dagli esordi, nei primi anni Settanta, Kiefer indaga i poteri creativi e redentivi delle donne, qui tradotti in un pantheon al femminile che intreccia mito, memoria e rigenerazione.

            I MACCHIAIOLI

            Per la prima volta una grande retrospettiva dedicata al movimento che rivoluzionò la pittura italiana dell’Ottocento.

            Oltre 100 opere, provenienti dai maggiori musei italiani, ricostruiscono l’avventura di artisti come Fattori, Lega e Signorini, che combatterono con pennelli e colori una battaglia estetica e civile, intrecciata alle vicende del Risorgimento.

            Un’esposizione che è frutto degli ultimi studi sui Macchiaioli da parte dei tre esperti italiani più autorevoli del movimento: il progetto espositivo è infatti ideato e curato da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca e rappresenta un momento di recupero, riflessione e valorizzazione di un frammento fondamentale di storia dell’arte che ha costruito le comuni radici culturali del nostro Paese, attraverso una nuova e più approfondita lettura della loro esperienza.

            Luogo

            ore

            ore 11.00 RITROVO Piazza di San Marco, 3 – 50121 Firenze (FI)

            ore 11.15 inizio visita guidata alla mostra “Beato Angelico” sede Museo   San Marco 

            ore 13.00/14.00 pranzo libero

            ore 14.15 ritrovo piazza Strozzi – entrata Palazzo Strozzi

            ore 14.30 inizio visita guidata alla mostra “Beato Angelico” .

            sede Palazzo Strozzi

            Firenze – Palazzo strozzi

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              3 FEBBRAIO 2026
              FERRARA

              CHAGALL E PALAZZO SCHIFANOIA

              “CHAGALL testimone del suo tempo”

              Palazzo dei Diamanti di Ferrara ospita la grande mostra Chagall, testimone del suo tempo, un percorso espositivo a cura di Paul Schneiter e Francesca Villanti che invita il pubblico a immergersi nell’universo poetico di uno dei più importanti e amati maestri dell’arte del Novecento. Un viaggio straordinario che rivela come Marc Chagall (Vitebsk, 1887 – Saint-Paul de Vence, 1985), universalmente noto per le figure fluttuanti e le colorate atmosfere incantate, abbia saputo mantenere viva la memoria della sua terra natale, della tradizione e degli affetti, proiettandoli sempre verso nuovi orizzonti espressivi. Attraverso 200 opere, tra dipinti, disegni e incisioni, e due sale immersive che consentono di ammirare alcune creazioni monumentali in una dimensione coinvolgente e spettacolare, la mostra evidenzia la profonda umanità dell’opera di Chagall, artista plurale, visionario e testimone del suo tempo, cantore della bellezza e custode della memoria. Volti scissi, profili che si moltiplicano, ritratti che si specchiano: attraverso il tema del doppio, egli rivela la sua straordinaria capacità di cogliere la dualità dell’esistenza umana. E ancora amanti volanti, animali parlanti, bouquet esplosivi, diventano, trascendendo il visibile, metafore universali. Attraverso il suo sguardo poetico, Chagall trasforma l’esperienza personale in riflessione condivisa, svelando come dietro l’apparente semplicità delle sue creazioni si celino temi che toccano ogni essere umano: l’identità, l’esilio, la spiritualità e la gioia di vivere. In un’epoca di frammentazione, egli ci ricorda che l’arte può essere ponte tra mondi diversi, sintesi di tradizioni.

              Palazzo SCHIFANOIA

              Testimonianza straordinaria dell’epoca rinascimentale, Palazzo Schifanoia è il simbolo della Ferrara degli Este. La sua costruzione, infatti, è collocabile intorno al 1385, anno in cui Alberto V d’Este, marchese di Ferrara, avviò numerosi cantieri in città. Il Palazzo venne costruito all’estremo comparto nord est delle mura cittadine con la funzione di “delizia”, luogo destinato al riposo, allo svago e al divertimento della casa d’Este. Dopo una prima modifica del Palazzo nel 1391, un importante ampliamento venne realizzato da Borso d’Este a partire dal 1466, quando il futuro duca di Ferrara, grazie all’architetto di corte Pietro Benvenuto dagli Ordini, decise di aggiungere un piano al preesistente corpo di fabbrica. Centro di questo nuovo elemento edilizio era lo straordinario Salone dei Mesi alla cui decorazione avevano lavorato importanti pittori guidati dall’umanista Pellegrino Prisciani. Un ultimo ampliamento del Palazzo insieme ad un generale ammodernamento decorativo fu infine realizzato sotto Ercole I d’Este che affidò il progetto all’architetto Biagio Rossetti. Morto Ercole, l’edificio fu oggetto di numerosi passaggi di proprietà. dal Cinquecento l’inizio del declino della dimora che raggiunse il suo apice nel corso del Settecento, quando vennero imbiancate tutte le superfici decorate. Solo nel 1820 il pittore e restauratore Giuseppe Saroli riscoprì la prima porzione degli affreschi e completò il lavoro di recupero nel 1840. In pochissimi decenni la delizia tornò ad essere al centro degli studi storico–artistici europei fino a che, nel 1898, divenne sede dei Musei di Arte Antica di Ferrara. Il traumatico evento sismico del 2012 ha infine comportato la necessità di un esteso intervento di recupero architettonico e riallestimento degli spazi espositivi. Completamente riallestito e rinnovato nel 2021, il Museo, oltre ai celebri affreschi del Salone dei Mesi, in 21 sale presenta circa 250 opere tra sculture, dipinti, ceramiche, medaglie e codici miniati che raccontano il ricco patrimonio storico e artistico della città. Fulcro del palazzo è il celeberrimo Salone dei Mesi, uno dei più grandi capolavori del Rinascimento europeo.

              PROGRAMMA


              ritrovo ore 7.50 ritrovo Foro Boari – TV


              partenza ore 8.00 per Ferrara


              ore 11.10 inizio visita guidata alla mostra “CHAGALL
              testimone del suo tempo” – Palazzo dei Diamanti – Ferrara


              pranzo libero


              ritrovo ore 15.15 Palazzo Schifanoia


              ore 15.30 inizio visita guidata a Palazzo Schifanoia


              partenza ore 17.00 c. da Ferrara


              rientro ore 19.30 c. a Foro Boario – TV

              max 25 partecipanti

              75,00 cad. (comprensivo biglietti, guide, pranzo, pullman e contributo attività
              dell’Associazione)

              Il pagamento preferibilmente tramite bonifico bancario o eccezionalmente in segreteria.

              Iscrizione entro il 19 gennaio 2026

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                19 marzo 2026
                valvasone – cordovaro

                “CONFINI da GAUGUIN a HOPPER “ e VALVASONE – CORDOVADO

                La mostra “Confini da Gauguin a Hopper. Canto con variazioni” esplora, attraverso oltre 120 opere tra dipinti e lavori su carta provenienti da importanti musei europei e statunitensi e collezioni private, il concetto di confine come spazio fisico, interiore, simbolico e spirituale, in pittura tra Ottocento e Novecento. Un viaggio tra mondi, epoche e sensibilità che, attraverso il tema del confine, ci restituiscono una profonda riflessione sull’identità dell’uomo e sul senso del paesaggio nella pittura moderna.

                Il percorso espositivo si apre con una sala introduttiva di forte impatto emotivo, con sette opere chiave. Protagonista iniziale è la grande tela Märkische Heide (anni ’70) di Anselm Kiefer, simbolo di un confine cosmico tra cielo e terra. Di fronte, una tela estrema e intima di Mark Rothko, che rappresenta il confine interiore. Al centro, l’Autoritratto di Vincent van Gogh suggella la riflessione sull’identità e sull’io. Seguono celebri paesaggi di Courbet, Monet e Nolde, dove il confine naturale prende forma tra mare, cielo e giardini. Infine, un’opera di Edward Hopper introduce il tema delle figure solitarie che si confrontano con lo spazio e l’altrove.Il percorso si articola in tre macroaree tematiche:

                Il cielo

                Il cielo diventa luogo del confine per eccellenza, da Friedrich, Turner e Constable fino a Boudin, Monet, Munch, Mondrian, Hodler, Hopper, Rothko e Nicolas de Staël. Una narrazione che attraversa Romanticismo, Impressionismo e astrazione per raccontare l’infinito visibile e invisibile.

                Figure che guardano Un’esplorazione post-romantica del volto e della figura che si protende verso il confine, tra osservazione e introspezione. Dalla Hudson River School americana (Church, Durand, Kensett) a Winslow Homer, Böcklin, Van Gogh, Gauguin, fino a Hopper, Diebenkorn e Andrew Wyeth, l’individuo diventa luogo di incontro tra spazio esterno e paesaggio interiore.

                Confini più o meno lontani La pittura come ricerca di altrove: da Gauguin, con i suoi viaggi dalla Martinica a Tahiti passando per la Bretagna, a Monet, Van Gogh, Cézanne e Bonnard nelle campagne di Normandia, Provenza e Sud della Francia. Una geografia pittorica del sogno, della luce e della memoria.

                VALVASONE

                Il comune di Valvasone Arzene, in provincia di Pordenone, fa parte del club dei Borghi più belli d’Italia grazie all’eccellente stato di conservazione del nucleo storico del borgo di Valvasone, caratterizzato da alcune dimore signorili risalenti ai secoli XIV – XVII. L’elemento architettonico più importante è il castello che, circondato dal fossato e dall’antica cinta muraria, conserva due camere con stucchi, un teatrino settecentesco, una ricca quadreria. Da vedere è anche il vicino antico mulino, dotato ancora della sua ruota, risalente al secolo XV. Il comune conserva inoltre altri due piccoli gioielli: nel duomo, l’unico organo del Cinquecento veneziano esistente in Italia e nella Chiesa di S. Margherita un dipinto ad olio del sanvitese Pomponio Amalteo che raffigura S. Margherita tra S. Sebastiano e S. Rocco.

                CORDOVADO

                Cordovado è un antico borgo medievale che presenta un nucleo storico ben conservato: il castello, l’area dell’antica pieve di Sant’Andrea e la zona del seicentesco Santuario della Madonna e convento dei padri domenicani, che collegano il borgo più antico, situato in area fortificata, al “Borgo Nuovo” sorto in epoca rinascimentale. Da segnalare anche due dimore gentilizie, di origine settecentesca, Villa Attimis e Palazzo Ridolfi, chiamato anche del Capitano. Del castello di Cordovado è possibile ammirare l’ambito esterno costituito dal fossato, dalle mura, dai ponti in muratura e dalle due caratteristiche torri portaie. Al confine con Sesto al Reghena, dove si trova la famosa fontana di Venchiaredo, circondata dagli alberi di un piccolo ma piacevole bosco, si sviluppa un primo nucleo di parco letterario che richiama i luoghi descritti ne “Le confessioni di un italiano” da Ippolito Nievo.

                programma:

                Partenza ore 8.30 – da Foro Boario TV

                ore 11.00 – visita guidata alla mostra “CONFINI da GAUGUIN a HOPPER” Esedra di Villa Manin di Passariano

                ore 13.00 – pranzo presso Hosteria Alle Risorgive a Codroipo

                ore 15.00 – visita guidata ai Borgo di Valvasone e Cordovaro

                Rientro ore 19.00c. – a Foro Boario TV

                max 25/30 partecipanti


                85,00 cad. (comprensivo biglietti, guide, pranzo, pullman e contributo attività
                dell’Associazione)

                Il pagamento preferibilmente tramite bonifico bancario o eccezionalmente in segreteria.


                Iscrizione entro 3 marzo 2026

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                  4 MARZO 2026
                  AQUILEIA

                  I BRONZI DI SAN CASCIANO e BASILICA DI AQUILEIA

                  “GLI DEI RITORNANO: I BRONZI DI SAN CASCIANO”

                   Al Museo archeologico nazionale di Aquileia la mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano” a cura di Massimo Osanna e Jacopo Tabolli, è dedicata a una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni: lo straordinario santuario termale etrusco-romano di San Casciano dei Bagni in provincia di Siena. L’esposizione permetterà di ammirare un nucleo di più di trecento reperti, frutto delle campagne di scavo condotte nel sito archeologico  del Bagno Grande dall’Università per Stranieri di Siena, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e il Comune di San Casciano dei Bagni.
                  Il suggestivo allestimento all’interno dei nuovi depositi del Museo archeologico nazionale di Aquileia arricchisce il percorso espositivo con le novità delle ultime campagne di scavo, esposte per la prima volta in Italia. Gli straordinari reperti raccontano secoli di devozione e di preghiere in un luogo caratterizzato dalla presenza di acque calde, che ha significativamente mantenuto nel nome la memoria della vocazione termale di questo territorio: donne e uomini, adulti e bambini, di culture e lingue diverse, hanno frequentato e condiviso lo stesso santuario, la cui sacralità era strettamente legata alla presenza di acque termali dalle spiccate qualità terapeutiche.

                  BASILICA PATRIARCALE di AQUILEIA

                  Dedicata alla Vergine e ai santi Ermacora e Fortunato, la basilica ha una storia architettonica le cui radici affondano negli anni immediatamente successivi al 313 d.C. quando, grazie all’Editto di Milano che poneva termine alle persecuzioni religiose, la comunità cristiana ebbe la possibilità di edificare liberamente il primo edificio di culto. Nei secoli successivi, dopo la distruzione di questa prima chiesa, sede vescovile, gli aquileiesi la ricostruirono per ben quattro volte, sovrapponendo le nuove costruzioni ai resti delle precedenti (fasi: teodoriana, prima metà del IV secolo; post-teodoriana nord, metà del IV secolo; post-teodoriana sud, fine del IV secolo o dopo la metà del V secolo; massenziana, IX secolo; popponiana, prima metà dell’XI secolo; intervento marquardiano alla ricostruzione della copertura, dagli archi ogivali al tetto, XIV-XV secolo).

                  L’attuale Basilica si presenta, nel complesso, in forme romanico-gotiche. L’interno, maestoso e solenne, è permeato di un’intensa spiritualità, affinatasi nel corso dei secoli. Il pavimento è costituito da un meraviglioso mosaico policromo del secolo IV, portato alla luce dagli archeologi negli anni 1909-12; l’elegante soffitto ligneo a carena di nave risale al secolo XV; tra il pavimento e il soffitto, quindi, sono racchiusi oltre mille anni di vicende storico-artistiche. Il pavimento è il più esteso mosaico paleocristiano del mondo occidentale (ben 760 m²)

                  Luogo

                  ore 8,30 partenza – da foro boario tv

                  ore 11 – visita guidata alla mostra “gli dei ritornano, i bronzi di san casciano” al museo archeologico di aquileia

                  pranzo libero

                  ore 15.15 – visita guidata alla basilica patriarcale di aquileia

                  ore 18.30 c – rientro foro boario tv

                  Note

                  max 25 partecipanti

                  75,00 euro cad.(comprensivo biglietti, guide, pullman e contributo attività dell’Associazione) pagamento preferibilmente con bonifico bancario ed eccezionalmente in segreteria

                  Iscrizione entro 15 febbraio 2026

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                    14 GENNAIO 2026

                    FIRENZE

                    “BEATO ANGELICO”

                    La grande mostra dedicata a Fra Giovanni da Fiesole, artista simbolo dell’arte del Quattrocento a Firenze, organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e il Museo di San Marco.

                    L’esposizione, realizzata in collaborazione tra Fondazione Palazzo Strozzi, Ministero della Cultura – Direzione regionale Musei nazionali Toscana e Museo di San Marco, mettendo in atto uno stretto dialogo tra istituzioni culturali e territorio, costituisce uno degli eventi culturali di punta del 2025, celebrando un padre del Rinascimento in un percorso tra le due sedi di Palazzo Strozzi e del Museo di San Marco.

                    La mostra affronta la produzione, lo sviluppo e l’influenza dell’arte di Beato Angelico e i suoi rapporti con pittori come Lorenzo Monaco, MasaccioFilippo Lippi, ma anche scultori quali Lorenzo GhibertiMichelozzo e Luca della Robbia. A cura di Carl Brandon Strehlke, Curatore emerito del Philadelphia Museum of Art, con – per il Museo di San Marco – Angelo Tartuferi, già Direttore del Museo di San Marco, e Stefano Casciu, Direttore regionale Musei nazionali Toscana, Beato Angelico rappresenta la prima grande mostra a Firenze dedicata all’artista esattamente dopo settant’anni dalla monografica del 1955 andando a creare un dialogo unico tra istituzioni e territorio.

                    Celebre per un linguaggio che, partendo dall’eredità tardogotica, utilizza i principi della nascente arte rinascimentale, Beato Angelico (Guido di Piero, poi Fra Giovanni da Fiesole; Vicchio di Mugello, 1395 circa – Roma, 1455) ha creato dipinti famosi per la maestria nella prospettiva, nell’uso della luce e nel rapporto tra figure e spazio. La mostra offre una occasione unica per esplorare la straordinaria visione artistica del frate pittore in relazione a un profondo senso religioso, fondato su una meditazione del sacro in connessione con l’umano.

                    L’esposizione riunisce tra le due sedi oltre 140 opere tra dipinti, disegni, sculture e miniature provenienti da prestigiosi musei quali il Louvre di Parigi, la Gemäldegalerie di Berlino, il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery di Washington, i Musei Vaticani, la Alte Pinakothek di Monaco, il Rijksmuseum di Amsterdam, oltre a biblioteche e collezioni italiane e internazionali, chiese e istituzioni territoriali.

                    Frutto di oltre quattro anni di preparazione, il progetto ha reso possibile un’operazione di eccezionale valore scientifico e importanza culturale, grazie anche a un’articolata campagna di restauri e alla possibilità di riunificare pale d’altare smembrate e disperse da più di duecento anni.

                    Luogo

                    ore

                    ore 11.00 RITROVO Piazza di San Marco, 3 – 50121 Firenze (FI)

                    ore 11.15 inizio visita guidata alla mostra “Beato Angelico” sede Museo   San Marco 

                    ore 13.00/14.00 pranzo libero

                    ore 14.15 ritrovo piazza Strozzi – entrata Palazzo Strozzi

                    ore 14.30 inizio visita guidata alla mostra “Beato Angelico” .

                    sede Palazzo Strozzi

                    Firenze – Palazzo strozzi

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